Il Gentlecare: la buona assistenza che cura come un farmaco

Il Gentlecare: la buona assistenza che cura come un farmaco

Che cos’è la demenza?

La demenza non è una singola malattia, ma un termine generico che descrive un progressivo declino delle funzioni cerebrali che interferisce con la vita quotidiana.

Sotto l’ombrello di questa definizione si raggruppano diverse diagnosi. Per i familiari, comprenderla significa innanzitutto capire che i comportamenti insoliti o i cambiamenti di personalità del proprio caro non sono mai volontari, bensì l’effetto diretto di un danno biologico al cervello.

La demenza colpisce la memoria, il pensiero, il linguaggio, l’orientamento e la capacità di compiere le azioni più semplici.

La filosofia Gentlecare: cura, ambiente e dignità

La filosofia del Gentlecare è una visione assistenziale secondo cui la persona con demenza non deve adattarsi alle regole della cura, ma sono la cura e l’ambiente a doversi modulare sui bisogni del malato.

Fondata dalla terapista canadese Moyra Jones e nata dalla sua esperienza personale con il padre affetto da Alzheimer, questa filosofia sposta il focus clinico dalla “guarigione impossibile” al mantenimento del benessere globale e della dignità dell’individuo. Infatti, la malattia modifica le capacità cognitive, ma non cancella l’identità, le emozioni e la dignità del malato.

È importantissimo conoscere le vecchie abitudini e i gusti del malato per poter interpretare i comportamenti insoliti come messaggi e/o bisogni che non sono più in grado di esprimere. Diventano così fondamentali le modifiche dell’ambiente in cui il malato vive perché quando una persona perde l’uso delle gambe utilizziamo una sedia a rotelle; allo stesso modo, quando perde le funzioni cognitive, occorre costruire una protesi invisibile attorno a lei, fatta di ambiente, persone (chi assiste) ed attività quotidiane.

Come adattare la casa ai bisogni della persona con demenza

La casa deve trasformarsi in una protesi che sostiene l’orientamento, la sicurezza e l’autonomia della persona.

Diventano quindi necessari:

  • La luce naturale: Sfruttare l’illuminazione naturale ed evitare ombre marcate che possono spaventare il malato o causare allucinazioni.
  • I contrasti cromatici: Usare colori contrastanti per evidenziare elementi chiave, come un piatto colorato su una tovaglia bianca o una tazza ben visibile, per favorire la concentrazione sull’attività effettuata
  • La semplificazione visiva: Rimuovere i tappeti per prevenire le cadute ed eliminare il disordine visivo o i soprammobili eccessivi che possono generare confusione ed ansia
  • La segnaletica facilitante: Applicare immagini o scritte chiare sulle porte (es. il simbolo del WC o della camera) per facilitare l’orientamento spaziale.

Il ruolo dei familiari nella cura quotidiana

I famigliari diventano veri e propri “agenti terapeutici” e smettono di essere dei semplici “custodi” del malato attraverso:

  • La conoscenza della storia: utilizzare la storia di vita dell’anziano per comprendere il significato profondo di comportamenti apparentemente senza senso.
  • L’adattamento dei ritmi: Rispettare i tempi biologici del malato, assecondando i suoi orari di sonno, sveglia e fame senza imporre rigide tabelle di marcia.
  • La comunicazione calma: Parlare con frasi brevi, tono di voce basso, contatto visivo diretto e gestualità rilassata.

Il valore delle piccole attività quotidiane

Le attività devono essere azioni quotidiane semplici e dotate di senso per il malato.

È importante:

  • Il coinvolgimento domestico: Assegnare piccoli compiti significativi legati al passato della persona, come piegare i panni, sgranare i fagioli o spolverare.
  • La flessibilità totale: Interrompere immediatamente l’attività se l’anziano mostra segni di frustrazione, ansia o affaticamento.
  • Le routine stabili: Mantenere una sequenza di eventi quotidiani prevedibile per trasmettere un senso di sicurezza e controllo.
  • La stimolazione multisensoriale: Integrare nella giornata l’ascolto della musica preferitae la manipolazione di oggetti piacevoli
Attività Quotidiane Persone Affette Da Demenza

Il Gentlecare nella routine di tutti i giorni

Applicare il modello Gentlecare tra le mura di casa non significa fare miracoli, ma cambiare prospettiva.

Iniziare questo percorso richiede piccoli passi quotidiani: un mobile spostato per fare spazio, un tono di voce più calmo, un sorriso al posto di un rimprovero.

Non cercate la perfezione fin da subito.

Sintonizzatevi sui ritmi del vostro caro, celebrate le piccole autonomie quotidiane e accogliete i momenti di fragilità. Il benessere di tutta la famiglia nasce da questa nuova flessibilità.

Cominciate oggi stesso da un piccolo cambiamento nell’ambiente domestico: la serenità del vostro caro partirà da lì.

Ed infine bisogna ricordarsi sempre che chiedere aiuto non è una sconfitta : prendervi cura anche di voi stessi è il primo, fondamentale passo per potervi prendere cura degli altri.